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COM’E’ NATA LA T-SHIRT? LA STORIA DI UN MITO

More is Less

Oggi la t shirt è forse uno dei capi di abbigliamento più diffuso nel guardaroba sia dell’uomo che della donna.
Le classiche magliette sono senza bottoni, con colletto girocollo, manica corta o lunga e vestono il busto fino ai fianchi.
Se siete curiosi di scoprire le origini di questo accessorio, a partire dal nome, continuate con la lettura e vi stupirete della storia di un capo cult, tra mille curiosità.

Quando nasce la t-shirt?

Mentre alcuni esperti di moda e costume fanno risalire le origini della maglietta addirittura al tempo degli Etruschi e degli antichi Romani, è nel periodo della prima guerra mondiale che la t-shirt viene impiegata nell’abbigliamento comune.
È in questo periodo doloroso che la maglietta in cotone utilizzata dalle truppe europee viene scoperta dall’esercito americano: diviene subito un capo d’abbigliamento molto diffuso sotto l’uniforme dei Marines.
È un indumento semplice, easy to dress, facile da lavare e stirare, comodo sotto la divisa militare.
Avete quindi compreso anche l’origine straniera della dicitura t-shirt che può derivare sia dalla forma a T della maglietta che dalla parola training (allenamento) che rimanda per l’appunto al duro addestramento delle truppe militari americane.

La diffusione nel dopo guerra

La maglietta si diffonde in modo capillare tra il primo e il secondo conflitto mondiale, ma è soprattutto nel dopoguerra che diventa un vero e proprio capo cult.
Vi basta pensare alle t-shirt indossate nei film dei grandi sex symbols come James Dean e Marlon Brando, nelle pellicole che narrano del mito del motociclista bello e dannato, in cui la maglietta è un capo basic sotto la giacca in pelle o portata anche da sola come protagonista.
È grazie a queste star di Hollywood del glorioso cinema anni ’50 che la maglietta viene sdoganata e diventa un accessorio fondamentale all’interno di un outfit casual e sportivo.
Quella maglietta era bianca e semplice, mediamente attillata.

La nascita delle t-shirt colorate e personalizzate

Molto presto le industrie di moda e la pubblicità si rendono conto dell’enorme potenzialità della maglietta, su cui è possibile scrivere ed esprimere tanti messaggi differenti.
È proprio questo lo scatto che genera la prima t-shirt personalizzata, come quelle raffiguranti i cartoni animati di Walt Disney, come Paperino e Topolino.

La maglietta negli anni ’70 e ’80

Vivienne Westwood
Vivienne Westwood

Inizia in questo periodo creativo l’era delle t-shirt stampate, come quelle disegnate dalla stilista Vivienne Westwood.
La t-shirt donna diventa quindi un capo d’alta moda che si può trovare tranquillamente nelle passerelle dell’Haute Couture.
Non solo fashion designer e stilisti cominciano ad introdurre le t-shirt personalizzate, ma questo indumento diventa un feticcio anche all’interno delle rock band come i mitici Ramones.
Il gruppo punk inglese utilizza la t-shirt per esprimere concetti provocatori, messaggi di protesta e rottura con estrema disinvoltura: ecco quindi che un outfit semplice, composto da una maglia e un paio di pantaloni stracciati, è un metodo espressivo molto forte attraverso il potere della musica e del palco nei concerti.

La scritta NO LOGO

Negli anni ’80 la maglietta diventa una vera e propria bandiera nelle scritte di Katherine Hamnett, con un font ben riconoscibile a caratteri neri cubitali su sfondo bianco.
Le scritte trattano argomenti politici, sociali, per la salvaguardia dell’ambiente e contro l’inquinamento del mare, per i diritti civili, per il rispetto verso la donna e contro la violenza in generale.
Queste magliette personalizzate sono diffuse ancor oggi, sono un capo molto utilizzato dagli stilisti come Moschino o Dolce & Gabbana.
Lo stesso gruppo degli Wham attinge a piene mani dalla moda della t-shirt, esibendo nei concerti scritte pacifiste, con l’obiettivo di valorizzare l’amore e il rispetto per le persone.

La maglietta anni ’90

Infine, voi nostalgici non potrete dimenticare le mitiche t-shirt ultra corte che lasciavano la pancia scoperta, con la manica larga e svasate sui fianchi.
Ultra colorate, si portavano con pantaloni attillati, jeans a vita alta, leggins e scarpe con tomaia alta in stile All Stars.

DJ not JUKEBOX
Life Sentence Industry – DJ not JUKEBOX

Quali sono i tessuti utilizzati

Quello che contraddistingue una maglietta da altri capi d’abbigliamento, oltre alla forma, è anche lo spessore del tessuto.
Generalmente le t-shirt sono realizzate in cotone 100%, ma anche in filati misto lana (come negli indumenti intimi) o in fibre sintetiche o artificiali (come la viscosa).